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Ecco il Decreto Natale: 645 milioni di ristori e Cig per le Partite Iva

decreto natale

Il Decreto Natale è ufficiale e già da ieri sera gli italiani hanno un quadro chiaro di quel che saranno i prossimi 15 giorni. Riduzione massima degli spostamenti, blocco di ogni cena e cenone ma soprattutto imprenditoria di nuovo in ginocchio per via del ritorno delle massime restrizioni.

Tra giallo, arancione, rosso… ma soprattutto “verde”, è un’Italia a colori quella che stiamo vivendo. Un’Italia che ricorrerà di nuovo ai Ristori, fissati a circa 645 milioni di Euro per questa nuovissima ondata di crisi. Una somma già al centro delle critiche che andrà a chi opera in attività di ristorazione e bar.

Intanto crescono le polemiche e l’emergenza legata a scelte quasi “emozionali”. E così, anche dicembre va via tra “chiudiamo tutto”, “riapriamo” ed “è di nuovo emergenza e chiudiamo”.

Nel mentre, lo annuncia Di Maio su Facebook e lo confermano i documenti ufficiali, arriverà “un primo ammortizzatore per i 300mila lavoratori autonomi della gestione separata Inps e una sorta di “anno bianco” di esonero dei minimali contributivi per tutte le partite Iva e professionisti, ordinisti e non, più colpiti dalla pandemia” come scrive “Il Sole 24 Ore“.

Varata e confermata anche la “Iscro“, l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, una sorta di Cig per le partite Iva iscritte alla gestione separata. La misura va da un minimo di 250 euro a un massimo di 800 euro al mese.

Per accedervi occorre aver prodotto un reddito, nell’anno precedente la domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni prima.

Inoltre, occorrerà aver dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro; essere in regola con i contributi e avere aperta la partita Iva da almeno 4 anni.Intanto, non v’è traccia di rinvii della Riscossione: tra 12 giorni riprendono le azioni di recupero del Fisco e inizieranno da coloro che hanno situazioni debitorie superiori a 100mila euro: è il momento di Gestire il proprio debito con Inps, Agenzia delle Entrate ed ex Equitalia.