atto esecutivo
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Come annullare (davvero) un atto esecutivo

Proprietaria di un bar nel centro di Vigevano, Marta riceve un atto esecutivo. Nonostante questo, sorride ogni giorno ai suoi clienti, ascolta le loro storie e le loro preoccupazioni, rappresentando un punto di riferimento per loro.

 

L’atto esecutivo si riferisce a tributi risalenti al triennio 2007-2009. Una cifra davvero importante per lei che lavora onestamente, paga i fornitori, i dipendenti e anche le tasse, ma quel debito non sapeva neanche di averlo

 

Una situazione molto comune ma che, per chi la vive, è un vero incubo: ci si sente soli, fa male parlarne e non sembra esserci una soluzione. Come te, Marta si reca più volte allo sportello dell’Agenzia delle Entrate Riscossione in cerca di una soluzione o, semplicemente, di qualcuno che possa almeno capire la sua situazione. 

 

E lì, mentre attende il suo turno, succede qualcosa: da un volantino scopre che esiste uno studio legale specializzato in problemi come il suo, nel centro di Milano, a pochi chilometri da lei. Marta è ormai stanca e delusa, ma non vuole arrendersi: perché non fare quest’ultimo tentativo? 

 

Fissa un appuntamento in studio e, prima di tutto, in CFC Garanti del Contribuente trova persone che la capiscono e le offrono una speranza (mai un’illusione): le “armi” per fare ricorso ci sono e sono contenute nell’atto esecutivo che le toglie il sonno. Si chiamano vizi di notifica e possono davvero annullare il debito.

 

Ad emettere la sentenza è, qualche mese dopo, la Commissione Tributaria di Pavia: debito cancellato per errore di notifica e prescrizione (le cartelle risalgono infatti a ben oltre 5 anni prima).

 

Dalle aggressioni di ex Equitalia ci si può difendere, basta sfoderare le “armi” giuste. E non di CFC Garanti del Contribuente ci avvaliamo della Legge per ridarti la serenità che meriti.

 

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