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Cash Flow Tax: una nuova ipotesi sbagliata

Cash Flow Tax e Recovery Fund ovvero le iniziative dell’ultima ora, quelle di cui tutti parlano e che per molto sono la sola soluzione. Ma è davvero così?

L’Agenzia delle Entrate dice la sua con Ruffini: “Per le partite Iva l’ipotesi rate mensili”.

Sembra sempre più consolidarsi l’ipotesi “Cash Flow Tax” per le Partite Iva italiane. Una possibilità, annunciata nei giorni scorsi e analizzata con non poche critiche nel corso dell’intervento a Tax Show Live di Carlo Carmine, il Difensore Patrimoniale.

A intervenire nuovamente sulla stessa ipotesi è Ernesto Maria Ruffini, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, ripreso da Ansa dopo un’intervista su “Il Messaggero”, ha evidenziato: “Ogni anno assistiamo a un calendario che slitta e si adatta alle esigenze dei cittadini e a quelle dell’erario.

In sostanza, l’idea di Ruffini è che il fisco possa chiedere ogni mese o ogni trimestre al contribuente il prelievo dell’imposta dovuta, con tutte le compensazioni già fatte in automatico o il riconoscimento di un credito per le successive scadenze.

Cash Flow Tax e Recovery Fund: il vero problema

“Con questo sistema – spiega Ruffini – è possibile cancellare tutto il meccanismo attuale di acconti e saldi, nonché la ritenuta sui redditi di lavoro autonomo. Evitando così a monte il sorgere di crediti di imposta versata in più che il fisco dovrebbe poi rimborsare”.

Di fondo, l’obiettivo è attuare un “fisco di massa fatto di automatismi” ma controllabile”.

La cosiddetta “Cash Flow Tax”: estenderà il sistema di tassazione per cassa consentendo l’immediata deducibilità degli investimenti.

“La fatturazione elettronica – continua Ruffini – ci fornisce già  gran parte dei dati necessari per la dichiarazione Iva. Con la Cash Flow Tax, poi, se pienamente applicata si potrebbe cancellare alcune voci meramente contabili, come ammortamenti, rimanenze, accantonamenti rendendo possibile una precompilata Irpef anche per i titolari di partita Iva”.

Obiettivo ed opportunità finale sarà permettere al Fisco di pre-compilare le dichiarazioni annuali Irpef delle partite Iva, potrebbe farlo anche calcolando mese per mese quanto deve incassare o restituire.

Cash Flow Tax: cosa non funziona

Lapidario, Carlo Carmine, che a commento dell’iniziativa afferma: “Quanto si propone non ha alcun senso. Il problema non sta nell’attuare facilitazioni per il Fisco alla riscossione ma sta nel fatto che, ancora una volta, non si attuano iniziative capaci ad aiutare davvero gli imprenditori. Queste iniziative devono necessariamente partire da un abbassamento delle richieste del fisco che, ad oggi, sono e restano tra le più alte in Europa.

“L’ipotesi Cash Flow Tax – continua Carlo – è una nuova risposta cieca alle difficoltà degli imprenditori. In un tempo in cui si fa fatica, con aziende che chiudono più rapidamente di quante ne aprono e mentre si hanno enormi difficoltà a pagare il già dichiarato e dovuto allo Stato, la risposta qual è? Una tassazione più frequente, mensile, e che apre a un Grande Fratello Fiscale ancor più invasivo del già discusso rapporto tra privacy e fatturazione elettronica”.

“Ancora una volta – precisa Carlo Carmine – siamo di fronte ad azioni quasi anacronistiche rispetto l’attualità. Questa soluzione non aiuta in alcun modo gli imprenditori. Non può in alcun modo compensare le perdite del Fisco e ancor peggio non può sostituire quello dei saldi e degli acconti che, a detta di Ruffini, creano spesso problemi di liquidità. I problemi in Italia sono l’elevata tassazione, non certo il come pagarle”.

Recovery Fund, la soluzione è ancora lontana

All’indomani del raggiungimento dell’accordo sul Recovery Fund, accolto con applausi scroscianti dalla politica, Carlo Carmine evidenzia quanto il vero timore stia nel fatto che: “l’accordo raggiunto non sarà capace di portare, realmente, i soldi promessi.

A mio avviso – aggiunge – siamo ancora una volta all’inizio di una nuova promessa che non potrà essere mantenuta nella sua interezza.

Come sempre, il “diavolo sta nei dettagli” ed è lì che non prestiamo spesso la dovuta  attenzione”.