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Prescrizione e Decadenza, cosa sono e cosa è cambiato?

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Prescrizione e Decadenza, cosa sono e cosa è cambiato?

Appena si riceve una cartella esattoriale, o un qualsiasi atto da parte delle Agenzie fiscali, la prima cosa che viene in mente è: “E adesso cosa faccio?”

Tra norme, condoni, pace fiscale, rottamazioni la confusione regna sovrana. Solo una cosa è certa, bisogna fare attenzione all’atto e verificare che non sia affetto da vizi.

Vi do un dato: si stima che se tutti gli Italiani controllassero le personali posizioni esattoriali, circa l’82% dei debiti scomparirebbero per effetto della prescrizione, della decadenza o dei vizi di forma.

È la Legge che stabilisce le modalità e i termini entro cui il Fisco  può procedere al recupero delle somme. Bisogna, quindi, prestare moltissima attenzione ad alcune particolarità, come i termini di  prescrizione e di decadenza, in modo tale da tutelare in modo efficace i propri diritti.

Quando la cartella di pagamento è prescritta

Come tutti i diritti, anche quello alla riscossione delle imposte “cade in prescrizione”. Cioè può capitare, e per esperienza capita molto più spesso di quanto si possa pensare, che l’Erario non riscuota le somme entro i termini previsti dalla Legge, per propria inefficienza o per qualsiasi altra ragione. 

Occorre precisare una cosa, il termine di prescrizione varia a seconda della tipologia del tributo richiesto. 

La Cassazione, a Sezioni Unite, ha chiarito che la cartella di pagamento, relativa a qualsiasi tipologia di tributo, ha termine di prescrizione quinquennale. 

Quindi la cartella esattoriale “scade”, è prescritta, dopo cinque anni dalla data di notifica. 

Cartella decaduta: stop alla notifica

Se con la prescrizione il diritto dell’Erario, a richiedere quella determinata somma, si estingue definitivamente, con la decadenza, invece, il diritto rimane “attivo. 

Ciò che scompare è la possibilità di Ex Equitalia di richiederlo attraverso la notifica di una cartella di pagamento oppure di qualsiasi altro atto della riscossione. 

In questo preciso momento storico bisogna prestare maggiore attenzione ai termini della notifica, tenuto conto del periodo di sospensione previsto dai cosiddetti “Decreti Covid”. 

Oggi la notifica delle cartelle di pagamento è sospesa sino al 28 febbraio 2021, ma questo non deve farci dormire sonni sereni. 

Infatti, contemporaneamente, è stata disposta anche la proroga dei termini di prescrizione e decadenza delle cartelle di pagamento. 

Cosa vuol dire? Che l’Agenzia delle Entrate Riscossione avrà più tempo per notificare una cartella di pagamento rimasta in “stand-by” nel corso del 2020 e del 2021. 

Hai ancora poco tempo, prima che riprenda l’attività di riscossione, per valutare la tua situazione debitoria e per non farti trovare impreparato! Scopri insieme ai professionisti giusti se le cartelle di pagamento sono prescritte o decadute. 

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