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La Ripartenza dell’attività di Riscossione: ecco come il Fisco recupererà 999 miliardi

Ripartenza dell'attività di Riscossione

La Ripartenza dell’attività di Riscossione: ecco come il Fisco recupererà 999 miliardi.

Dal 1° Settembre ha ripreso il via l’ordinaria attività di Riscossione del Fisco.

Il blocco delle tasse, attuato sia con il Governo Conte che con il Governo Draghi, ha rappresentato l’ancora di salvataggio per moltissimi contribuenti.

Nel periodo pandemico, ricordiamo, hanno dovuto fronteggiare la grave situazione economica. Lo stop alle cartelle esattoriali ha interessato tanto i privati cittadini quanto i professionisti, imprenditori e le Partite IVA.

Negli ultimi giorni, precisamente il 5 Ottobre, il Consiglio dei Ministri ha approvato i principi generali per la prossima Riforma Fiscale

L’approvazione della Legge Delega è solo il primo step verso la revisione del sistema di tassazione. Questo sistema è ancora da scrivere nel dettaglio e richiederà un lavoro da svolgersi in 18 mesi. 

Il Ministro dell’economia, Michele Franco, durante l’audizione sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef) ha detto che l’obiettivo primario è quello di «tornare gradualmente a una situazione di normalità» con «famiglie e imprese che tornano a pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate». 

 

Ma oggi quanti italiani hanno debiti con il Fisco?

Quasi 18 milioni. 15 milioni sono persone fisiche, 2.8 milioni sono imprese, secondo quanto emerso da un recente rapporto del Centro studi di Unimpresa

Dallo stesso studio emerge che il 78% delle cartelle esattoriali accumulate fino alla fine del 2020 ha un importo inferiore a 1.000 euro. Sarebbero 178 milioni di posizioni, per un totale  di circa 56 miliardi di euro. 

Lo studio evidenzia che «sul totale di 999 miliardi di magazzino fiscale, 133 miliardi sono legati a persone fisiche decedute oppure a imprese cessate e fallite, mentre altri 152 miliardi si riferiscono a imprese in fallimento o con altre procedure concorsuali in corso». 

Sostanzialmente 285 miliardi irrecuperabili.

«La stessa amministrazione finanziariaafferma Unimpresaè consapevole della difficoltà, se non impossibilità, di recuperare in particolare le cartelle fino a 1.000 euro, ragion per cui sono già state opportunamente avviate operazioni di stralcio e azzeramento: il costo di recupero, del resto, sarebbe superiore al beneficio ottenuto dall’incasso finale da parte dell’erario». 

E alla luce di questi dati Unimpresa commenta: «Siamo arrivati davanti a una decisione politica rilevante, per la quale il governo, mentre sta avviando la discussione, con il disegno di legge delega appena varato, di una ampia e organica riforma fiscale, deve porsi obiettivi chiari e precisi: occorre una scelta di campo netta e definitiva che consentirebbe, di fatto, una volta varata la riforma, di far ripartire da zero il rapporto tra Stato e contribuente, in una chiave finalmente e definitivamente basata sui principi di correttezza e trasparenza».

Fatte queste considerazioni è giusto dire che in vista di questa ripartenza dell’attività di riscossione, ad oggi, tantissimi contribuenti stanno ricevendo le cartelle di pagamento rimaste in stand by per 18 mesi. Ed è questo il momento per valutare la giusta strategia finalizzata ad una gestione intelligente del debito.

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