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Il Fisco non scherza: 18 miliardi di euro da recuperare da adesso!

articolo a cura di:
Guglielmo Giuseppe Di Giovanni
Guglielmo Giuseppe Di Giovanni

pubblicazione:

18 miliardi da recuperare, CFC Legal, Riscossione Fiscale 2022

18 miliardi da recuperare, la Riscossione Fiscale 2022 è uno sprint sulle PMI.

La ripresa della riscossione, tanto raccontata e per molti sempre lontana, è un affar serio in questo inizio 2022. Se vuoi gestire e risolvere adesso il debito fiscale clicca qui per essere contattato.

Eppure le dichiarazioni, le richieste che arrivano presso di noi, non lasciano spazio a interpretazioni: la notifica degli atti è davvero ripartita e lo sta facendo più forte che mai. 

Si tratta di un vero e proprio “Ritorno al 2019”, quello che il Fisco ha iniziato con una caccia serrata, 18 miliardi da recuperare per l’Agenzia delle entrate ed ex Equitalia.

Riscossione Fiscale 2022: si torna ai ritmi del 2019 (e anche peggio)

Abbiamo preparato, per te che vuoi maggiori dettagli su come gestire il debito nel 2022, alcuni video che ti spiegano come e cosa devi fare. Clicca qui per visualizzarli.

A evidenziarlo in un articolo è anche “Italia Oggi”. Così balza agli onori della cronaca che “tra gli obiettivi di budget che stanno arrivando agli uffici c’è l’invito di raggiungere i target del 2019 quando il recupero evasione segnò per l’amministrazione guidata da Ernesto Maria Ruffini, 17,73 miliardi di euro a fronte dei 14,2 miliardi di euro pianificati”.

Ciò significa che siamo di fronte a una cifra e un’attività degli uffici che torna ai livelli pre-pandemici. Questa affermazione, infatti, è frutto di 2 anni di stop delle attività che ha significato per il Fisco un buco “enorme” da colmare fatto di rinvii e mancate notifiche.

In quest’ottica, correre al riparo è fondamentale, alla pari dell’agire in tempi stretti. Questo perchè se hai già ricevuto un avviso di accertamento o un’intimazione di pagamento, è il momento di gestire il debito in tempi stretti. 

18 miliardi da recuperare, la Riscossione Fiscale 2022 è uno sprint sulle PMI.

Clicca qui se hai ricevuto un avviso di accertamento, ho preparato un video che ti spiega, in modo chiaro e concreto, come ridurlo o annullarlo in modo definitivo.

18 miliardi da recuperare: l’accelerata del Fisco

È un avvio di 2022 da bollino rosso. La pandemia è ancora in mezzo a noi e sembra non mollare la presa. Il Fisco sembra non accorgersene e piazza un affondo che potrebbe mettere in ginocchio tantissime imprese. Realtà già provate da mesi e mesi di chiusure forzate. È notizia di ieri, tanto per fare un esempio, che il settore della ristorazione accusa perdite pesantissime perché sono calati i clienti italiani e quasi scomparsi i turisti.

Si guarda al rendiconto 2019 con gli uffici chiamati a fare più o meno gli stessi numeri in termini di verifiche e incassi. 

Sarebbe un disastro! 

Secondo Italia Oggi quell’anno l’Agenzia chiuse con oltre 135 mila controlli effettuati. La sua azione si concentrerà verso piccole e medie imprese (con volume d’affari IVA o di ricavi dichiarati non superiore a 5.164.568 euro) e lavoratori autonomi.

Sempre nel 2019, dati alla mano, gli accertamenti svolti furono oltre mezzo milione!

La tregua fiscale è finita, lo scrive il Governo nella relazione a Bruxelles 

La controffensiva del Fisco parte da lontano. Due anni di tregua sono un fardello pesante da sopportare anche per le casse dello Stato. Non è un caso che anche nella relazione sull’evasione che il Governo ha inviato a Bruxelles è scritto che il cambio di marcia è inevitabile.

Come detto il riferimento temporale è sempre il 2019. Per l’anno in corso l’obiettivo è aumentare del 15% gli invii per tornare ai numeri di allora. Si pensi che nell’anno pre-Covid furono spedite oltre 2 milioni di comunicazioni e nella relazione si punta a sfiorare quota 2 milioni e mezzo per il 2022.

C’è un ma. Il Governo è consapevole che con le forze disponibili in termini di risorse umane e strumentali il Fisco farà molta fatica a raggiungere obiettivi così importanti, senza contare che, sulla base dell’esperienza passata, potrebbe risultare molto ridotta la platea dei contribuenti in grado di presentare ravvedimento o fornire una giustificazione a difesa della propria posizione.

Questa valutazione rischia di tradursi in una conseguenza terrificante: secondo Italia Oggi in ballo c’è una richiesta di una modifica normativa per rendere la lettera di avviso un accertamento immediatamente esecutivo.

18 miliardi da recuperare: il modo migliore per gestire il debito fiscale

Dinanzi lo scenario appena illustrato, sorgono mille interrogativi su come gli imprenditori potranno “raschiare” i conti così compromessi dalla pandemia e far fronte all’”inferno fiscale” in arrivo. Eppure, nonostante le tante azioni poste in essere dall’Agenzia delle Entrate e dall’ex Equitalia, arrivano dati a supporto di tanti debitori.

1 volta su 2, infatti, l’imprenditore che avvia un ricorso batte il Fisco in giudizio totalmente o parzialmente.

A questo punto diventa evidente che “gestire il debito fiscale” è possibile, così come è possibile “risolverlo” anche alla luce delle tantissime sentenze di Cassazione che arrivano a sostegno degli imprenditori.

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