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Area di competenza: fuori zona la riscossione è nulla

Annullare il fermo amministrativo

 

Fuori dalla propria area di competenza l’ente riscossore non può esigere alcun pagamento dai cittadini. Pertanto, il contribuente non può subire intimazioni di pagamento, ipoteche, pignoramenti o altri atti esecutivi da un ente con sede diversa dalla sua zona di residenza. E lo stesso vale per le cartelle esattoriali.

 

Lo ha ribadito di recente la Commissione Tributaria di Caltanissetta. Con la sentenza N. 366/01/2019 ha reso nulla un’intimazione di pagamento emessa da un ente territorialmente non competente. Il riscossore in questione è autorizzato ad agire solo entro precisi limiti geografici. Nello specifico, non può operare in una Provincia diversa da quella in cui risiede l’intestatario dell’atto. Per questo motivo, l’atto è stato invalidato.

 

Area di competenza: i diritti del contribuente

 

A rendere così restrittivo il raggio d’azione del riscossore sono innanzitutto principi di civiltà e rispetto della persona. Il contribuente, a causa della violazione della competenza territoriale, potrebbe infatti trovarsi a dover affrontare il processo in una città molto lontana dalla propria. E una tale situazione potrebbe spingerlo addirittura a rinunciare al ricorso perché impossibilitato a partecipare alle udienze. La violazione dei limiti territoriali rappresenta, quindi, un vero e proprio “pregiudizio alla difesa“.

 

Tuttavia, gli enti riscossori hanno la possibilità di delegare la notifica dell’atto, rispettando così le regole sulla competenza territoriale. Ad esempio, un agente operante a Milano può delegare un ente della provincia di Ragusa per la notifica di un pignoramento in quella zona.

 

Verifica sempre da quale provincia provengono gli atti di riscossione: scopri come annullare l’atto e risolvere adesso!

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