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Il fisco va in ferie, la crisi d’impresa no: ecco cosa prescrive il nuovo codice

Il Fisco va in ferie - Crisi Fiscale d'Impresa

Imprenditori chiamati a impostare una strategia di gestione del debito: da fine luglio il Fisco va in ferie!

Il Fisco va in ferie, ma i debiti restano.

Agosto, si sa, è il mese di ferie per eccellenza. A maggior ragione in questo 2022, dopo due estati trascorse in mezzo a mille limitazioni a causa del Covid.

Il presidente del consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano De Nuccio, ha comunicato che, dall’ultima settimana di luglio alla prima di settembre, è previsto lo stop di tutti i controlli fiscali

Dunque, per un mese filato niente lettere dall’Agenzia delle Entrate su compliance e comunicazioni di irregolarità sulle dichiarazioni fiscali.

Ma attenzione! Anche se il Fisco si concede una pausa, non significa che come d’incanto ci si possa dimenticare dei propri debiti o allentare l’attenzione nei confronti della propria azienda.

Soprattutto in un momento tanto delicato e alla luce della recentissima introduzione del codice della crisi e dell’insolvenza (CCII).

Il fisco va in ferie, ma per gli imprenditori sarà un’estate caldissima 

Insomma, questa torrida estate 2022 non può quindi essere come le altre.

Ricordato che, per una platea di circa 250 mila imprenditori, le vacanze saranno in parte compromesse a causa della scadenza prevista per l’8 di agosto delle rate 2021 della rottamazione ter e saldo e stralcio (oltre alle normali scadenze del versamento delle imposte da dichiarazione dei redditi), non bisogna dimenticare la situazione drammatica che ha colpito centinaia di migliaia di piccoli e medi imprenditori.

Appena usciti dalla pandemia ecco arrivare una guerra, proprio a due passi da noi, i cui effetti, già evidenti, rischiano di assumere proporzioni catastrofiche nel prossimo autunno.

E, come detto, una grande novità è l’entrata in vigore il 15 luglio scorso del nuovo codice della crisi e dell’insolvenza.

Con il nuovo codice in caso di crisi niente più scuse per gli imprenditori 

Vogliamo qui soffermarci su un aspetto, quello che forse più di tutti ci fa capire quanto sia cambiato lo scenario in cui un imprenditore si deve muovere e quali conseguenze potrebbe subire se non si atterrà alle nuove disposizioni.

L’articolo 3 del CCII modifica l’articolo 2086 del codice civile. 

Pertanto, ai sensi del nuovo articolo 2086 comma 2 c.c., qualsiasi imprenditore che operi in forma societaria o collettiva deve necessariamente mettere in atto una serie di azioni preventive al fine di scongiurare una crisi d’impresa.

Come? Innanzitutto, istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale.

Inoltre, è previsto l’obbligo di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

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La norma impone, quindi, la definizione di un complesso di strumenti e procedure organizzative idonee a rilevare la crisi prima che questa si materializzi nella sua irreparabilità, imponendo – inoltre – di attivarsi immediatamente ai primi segnali di crisi.

Le conseguenze possono diventare terrificanti. La mancata adozione di qualsivoglia misura organizzativa può comportare di per sé una responsabilità dell’organo di gestione.

Togliti di dosso ogni responsabilità, affidati al professionista giusto 

Il rischio concreto è che debba considerarsi responsabile l’amministratore che ometta del tutto di approntare una qualsivoglia struttura organizzativa, rimanendo inerte di fronte ai segnali indicatori di una situazione di crisi o pre-crisi.

Ecco perché, come ormai andiamo dicendo da mesi, diventa fondamentale la presenza di un professionista di grande esperienza che possa essere al fianco dell’imprenditore e il suo commercialista.

Il fisco va in ferie, noi di CFC Crisi fiscale d’impresa no. Anzi, abbiamo rafforzato ulteriormente  il nostro network dei commercialisti (guarda qui come poter aderire) e siamo pronti in qualunque momento a darti la nostra consulenza specializzata.

Ricorda: non fare nulla rispetto a quanto viene richiesto con il nuovo codice della crisi potrebbe, oltre a procurare danni alla tua azienda, generare responsabilità dirette anche penali se amministri una società di persone o di capitali.

Quindi non aspettare!

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