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Corte dei Conti: conto corrente senza lucchetti e pignoramento prima casa (per chi ha debiti fiscali)

CFC Garanti Dell'Imprenditore - Corte dei Conti

Nello scenario di una probabile Riforma della Riscossione, la Corte dei Conti ha proposto vere e proprie misure straordinarie che mettono a dura prova i diritti sanciti nello Statuto del Contribuente. 

Nell’ultimo rapporto sul coordinamento della finanza pubblica infatti la Corte dei Conti inserisce suggerimenti che da una prima lettura appaiono piuttosto pericolosi. 

Qui il link per scaricare il rapporto della Corte dei Conti pubblicato il 28 Maggio scorso.

In particolare, nello scenario di un “disegno di riforma della riscossione coattiva” il rapporto suggerisce il “pignoramento anche sull’abitazione principale” prevedendo che “la vendita coattiva immobiliare possa avvenire anche se il valore dei beni risulti inferiore a 120.000 euro”.

A ciò si associa anche l’accesso diretto ai conti correnti, immaginando un vero e proprio regime di trasparenza degli stessi. 

Per la Corte dei Conti il sistema di Riscossione dei crediti pubblici, presenta da tempo gravissime difficoltà. 

Ad oggi, dai dati riportati nella relazione, il magazzino fiscale delle giacenze è a quota 1.068.802,8 Euro garantendo dal 2000 al 2020 una percentuale di crediti riscossi pari al 13,1%.

Corte dei Conti, i contenuti della relazione: 

Particolare rilievo dovrebbe assumere, in un disegno organico di riforma, la questione dello smaltimento degli ingenti carichi pregressi, in gran parte ritenuti non riscuotibili”.

Inoltre, aggiunge la Corte dei Conti:

È bene avvertire che i motivi che ostano alla riscossione degli ingenti carichi pregressi si ricollegano non soltanto agli eventi menzionati nelle dichiarazioni ufficiali, ma anche alla intervenuta prescrizione”.

Tra i suddetti, la Corte dei Conti cita “la cessazione dell’attività, il decesso dei contribuenti, il sopravvenuto fallimento e simili”.

Lo scenario descritto è di un credito gigantesco ma difficilmente riscuotibile con i mezzi attualmente a disposizione dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. La Corte propone, quindi, strumenti decisamente forti in termini di misure organizzative e revisione delle procedure.

Sul piano organizzativo le funzioni svolte dal 2017 da Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader), ente pubblico economico istituito subentrato nei rapporti giuridici delle società del Gruppo Equitalia, sciolte a decorrere dal 1° luglio 2017. 

La Corte suggerisce l’istituzione di una commissione tecnica permanente con un parallelo aggiornamento del sistema informatico utilizzato. 

Le precisazioni della Corte dei Conti

“La gestione dei carichi si risolve nella maggior parte dei casi in una serie di adempimenti di tipo automatico che non richiedono valutazioni o scelte differenziate nei singoli casi”.

Es. predisposizione e notificazione delle cartelle, delle misure cautelari (fermi amministrativi e iscrizione di ipoteca), dei pignoramenti presso terzi e dei diversi e numerosi preavvisi. 

La proposta è quella di una più razionale regolamentazione degli adempimenti e delle competenze che potrebbe far risparmiare risorse e, soprattutto, assicurare la gestione unitaria del programma di lavoro.

Questa, ad oggi, è frammentata in una molteplicità di adempimenti mal coordinati tra loro che rischiano di far perdere di vista l’obiettivo finale della riscossione.

A tal fine, si immagina di: 

  • possibilità di notificare tramite p.e.c.. Ciò per gli atti destinati agli imprenditori iscritti alla camera di commercio e alla maggior parte dei professionisti (iscritti agli ordini).
  • superare la serie di notificazioni che dilatano i tempi della riscossione. Cartella di pagamento → efficacia di 1 anno poi necessaria la notifica dell’intimazione → efficacia di 1 anno per la notifica pignoramento.
Corte dei Conti, in relazione al pignoramento immobiliare, potrebbero essere previste forme “semplificate”: 
  • consentendo il pignoramento anche sull’abitazione principale.
  • prevedendo che la vendita coattiva immobiliare (art. 76, comma 2, del d.P.R. n. 602) possa avvenire anche se il valore dei beni risulti inferiore a 120.000 euro purché la stessa sia economica, cioè tale da comportare il realizzo di somme superiori alle spese di procedura.
  • eliminando l’obbligatorietà, ai fini della vendita immobiliare, della preventiva iscrizione ipotecaria con periodo di almeno 6 mesi (art. 76, comma 1, lett. b).

In materia di pignoramento mobiliare occorrerebbe introdurre una presunzione  rafforzata sulla proprietà dei beni mobili che si trovano presso l’abitazione di residenza del debitore, potendo dunque pignorare gli stessi, indistintamente. 

Relativamente al pignoramento presso terzi (es. pignoramento del conto corrente), il c.d. “pignoramento diretto” le forme speciali previste dall’art. 72-bis del d.P.R. 602/73 andrebbero estese anche ai crediti pensionistici

Corte dei Conti, novità sull’accesso dei dati dell’anagrafe Rapporti Finanziari

Quanto all’utilizzazione dei dati contenuti nell’anagrafe dei rapporti finanziari, al fine di aumentare l’efficacia dell’attività di riscossione e la tempestività dell’azione stessa, sarebbe opportuno prevedere, che l’Ufficio procedente possa conoscere non solo dell’esistenza del rapporto, ma anche la sua consistenza attuale.

Ciò vuol dire libero accesso all’estratto conto del contribuente per valutare la capienza dello stesso e dunque la convenienza circa la pignorabilità. 

Infine, potrebbe essere prevista l’inefficacia, rispetto all’amministrazione finanziaria, degli atti a titolo gratuito trascritti dopo la notifica di cartelle a carico del dante causa (es. donazioni) per importo pari o superiore al minimo richiesto per l’iscrizione di ipoteca ex art. 77 d.P.R. n. 602 cioè 20.000 Euro. 

Merita quindi una profonda riflessione la panoramica fatta dalla Corte dei Conti che si preannuncia essere solo l’inizio di misure volte alla Riscossione effettiva dei crediti.

Ricordiamo che la stessa è messa in stand by per oltre un anno e ormai confermata al 1° Luglio 2021

Corte dei Conti, le ultimissime sulle rateazioni

Ancora, una specifica riflessione – a detta della Corte dei Conti – coinvolge il tema delle Rateazioni

La Corte punta l’attenzione su come, ormai da anni, si siano susseguite normative finalizzate alla concessione di proroghe e deroghe. 

Si chiarisce che “..,va considerato che fisiologicamente la rateazione dovrebbe fare capo all’ente impositore, che gestisce l’attività di controllo e il recupero bonario delle somme non spontaneamente versate dai contribuenti, anziché fare capo in misura del tutto prevalente all’Agente della riscossione, del quale finisce per assorbire gran parte delle risorse umane presenti sul territorio.

Dunque la prima considerazione sembrerebbe auspicare una centralizzazione del potere di concessione del piano di ammortamento e successiva gestione unicamente in capo all’Ente Creditore (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, … Comuni). 

Altro aspetto da considerare valuta la natura stessa delle dilazioni di pagamento alla luce dell’art. 19 del d.P.R. n. 602 del 1973. 

Secondo la Corte dei Conti la concessione delle stesse dovrebbe essere subordinata alla rinuncia al contenzioso in essere. 

Corte dei Conti e Definizione Agevolate, il punto

Tema piuttosto delicato che non risulta “novità” agli addetti del settore, se consideriamo che già le “Definizioni agevolate” – vedi Rottamazione ter – prevedevano nei moduli di adesione la casella check per “dichiarare” la rinuncia del contribuente agli eventuali procedimenti giurisdizionali pendenti alla data della proposizione dell’Istanza. 

Sul punto ci sarebbe molto da argomentare, soprattutto in relazione agli ultimi arresti della Corte di Cassazione. Tuttavia, tornando al tema principale, la decadenza dalla dilazione, dovrebbe precludere la possibilità di accesso a nuove rateazioni, non solo per i carichi passati ma anche per quelli futuri. 

Significativo passo indietro, se fossero accolte queste argomentazioni, considerando che da poco (D.L. Ristori) è stata ammessa la sanatoria per i “decaduti” da precedenti piani per il superamento del numero massimo di rate non pagate (limite oggi innalzato a 10 rate per piani in essere alla data dell’08 marzo 2020 e sottoscritti entro il 31 dicembre 2021). 

Corte dei Conti, ulteriori dettagli sulle novità sulle Rateazioni

Inoltre, altre ipotesi  e proposte contenute nella relazione si sintetizzano nella: 

  • impossibilità per il debitore di ottenere la rateazione qualora sia intervenuta un’azione esecutiva (atto di pignoramento);
  •  presentazione di un’attestazione di un professionista finalizzata alla dimostrazione del requisito di temporanea difficoltà dell’impresa. Inoltre, della sua capacità di assolvere al pagamento del debito in forma rateale, per le rateazioni di importo elevato si potrebbe prevedere, analogamente a quanto previsto oggi in materia di transazione fiscale ex art. 182-ter l.f. 

Questa l’istantanea scattata dalla Corte dei Conti con il Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica. 

Vero è che non differenziando le categorie di contribuenti, nell’ultimo anno è mezzo, si è creato un vero e proprio Imbuto fiscale. Questo ha determinato l’innesco di una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere. 

Tutto questo sacrificando i diritti dei Contribuenti, ancora in attesa dei ristori sperati.

Corte dei Conti, le novità nella live del lunedì

Ne parleranno questa sera alle ore 19.00 con Carlo Carmine, Presidente e Fondatore del Gruppo CFC, l’Avv. Simone Forte, Founder di CFC Legal., accompagnati da Angelo Fasola, CEO di Trust Me Up e un “ritorno” d’eccezione, il giornalista Luca Telese

Scopri perché è importante verificare la propria situazione debitoria e iniziare a gestirla

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