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Come si attua la Transazione Fiscale? La novità di quest’anno 

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Come si attua la transazione fiscale e la novità di quest’anno

La novità più importante che si prospetta, in ragione dell’approvazione della Legge 159/2020, di conversione del DL 125/2020, è la possibilità, per il tribunale, di omologare gli accordi di ristrutturazione o il concordato preventivo, a determinate condizioni, anche in mancanza di adesione al piano da parte dell’Amministrazione finanziaria (o dell’INPS).

Ma procediamo con ordine.

La transazione fiscale si applica ai tributi erariali e relativi accessori amministrati dall’Agenzia delle Entrate, quali IRES, IRPEF, IVA, IRAP. Inoltre, vi rientrano anche i tributi che costituiscono risorse dell’Unione Europea, come L’IVA.

Non rientrano nel perimetro della transazione fiscale i tributi locali, in quanto amministrati dagli enti locali. Mentre sono compresi gli oneri di riscossione e i contributi previdenziali e i relativi accessori.

Come si attua

Il nome dell’istituto non deve porre in inganno, infatti non è una transazione in senso tecnico (art. 1965 c.c.). Descrive unicamente le modalità attraverso cui, nell’ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, il debitore può ottenere che il tribunale omologhi un abbattimento e/o una dilazione del proprio debito fiscale e previdenziale.

Pertanto, la proposta concordataria deve risultare migliore rispetto all’alternativa liquidatoria, e avuto riguardo ai crediti fiscali e previdenziali, questi non debbono essere trattati in maniera deteriore, cioè peggio, rispetto agli altri crediti. Per questo è previsto che il piano di concordato sia accompagnato da un’attestazione positiva redatta da un professionista indipendente.

Tale relazione non vincola, però, il Fisco, che può comunque esprimere un diniego al piano nell’ambito dell’adunanza dei creditori. Secondo le regole del concordato, l’adesione del Fisco, non è determinante, se il piano complessivo è approvato dalla maggioranza dei creditori.

Con le recenti modifiche in sede di conversione Il legislatore ha previsto ora che il tribunale provveda a omologare il concordato preventivo (art. 160, lf). Anche in mancanza del voto favorevole da parte dell’amministrazione finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie.

La condizione imprescindibile per poter consentire ciò è che la proposta del debitore sia accompagnata dalla relazione del professionista. Con cui viene dimostrato che la proposta è più conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria.

In prospettiva, dunque, il dissenso del Fisco rispetto all’abbattimento dei crediti tributari e/o previdenziali proposto dal debitore non sarà più determinante ai fini dell’omologazione, alle condizioni indicate sopra.

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