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Atti “a sorpresa”: la Cassazione dice basta

Ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi “a sorpresa” sono tra gli esempi “scolastici” di quello che possiamo definire ‘bullismo’ tributario. Sì perché, quando un imprenditore o un professionista si trova in difficoltà con ex Equitalia, ecco che il riscossore si scaglia contro la “vittima” con azioni esecutive che possono solo peggiorare la sua situazione. Spesso, inoltre, questi atti arrivano senza alcun preavviso, togliendo il sonno a tanti imprenditori e professionisti italiani. 

 La sentenza

Tuttavia, ci piace ricordarlo, la Legge è dalla parte di chi lavora onestamente e vuole pagare le tasse. A ribadirlo è anche la Cassazione che, con la sentenza 12237/2019, dice basta agli “atti a sorpresa” cui spesso ricorre ex Equitalia. Gli Ermellini respingono in toto il ricorso presentato da ex Equitalia che aveva ipotecato i beni del contribuente. In particolare, l’iscrizione ipotecaria era stata effettuata oltre un anno dopo la notifica delle cartelle esattoriali e senza alcun avviso in cui reclamava il pagamento dei tributi.

 

Per la Cassazione si tratta di un “principio generale di civiltà”. L’amministrazione finanziaria non può compiere atti “a sorpresa” ai danni dei contribuenti, in quanto illeciti e pregiudizievoli. Un’altra “bella lezione” per ex Equitalia e un invito a difendersi rivolto ai contribuenti vittime di ‘bullismo’ tributario.

 

Come difendersi

Ma come fare, quindi? Innanzitutto richiedendo SEMPRE la verifica della posizione debitoria e dei relativi atti esecutivi. Proprio come hanno già fatto migliaia di imprenditori e professionisti che si sono rivolti a CFC Garanti del Contribuente per risolvere definitivamente con ex Equitalia. Un team di professionisti specializzati nel supportare il contribuente alle prese con l’Agenzia delle Entrate Riscossione. 

 

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